Piscologo Psicoterapeuta Mediatore Familiare | Monica Sanna

Dott.ssa Monica Sanna

Psicologo Psicoterapeuta

Mediatore familiare

Sono una psicologa da oltre dieci anni, specializzata in Psicoterapia Familiare e Mediazione Familiare. Ho deciso di seguire l'orientamento familiare perché sono pienamente convinta di ciò che sosteneva Proust "Siamo tutti esuli dal nostro passato e, pertanto, abbiamo bisogno di ritrovarlo".
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Destinatari dei miei interventi

Individui | Destinatari dei miei interventi

Individui
 

In certi momenti della vita capita di dover trovarsi ad affrontare dei momenti particolarmente difficili che arrivano a minare il benessere della persona. Si possono manifestare dei sintomi di varia gravità che compromettono il normale svolgimento delle attività personali.
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Coppie | Destinatari dei miei interventi

Coppie
 

Whitaker, famoso psicoterapeuta familiare, per descrivere la coppia ricorreva alla metafora dei giocatori di tennis. Nel campo da tennis, infatti, il gioco in coppia comporta che ognuno sia responsabile dei colpi che cadono nella propria metà in quanto rappresenta la coppia in ogni decisione che riguarda quale palla prendere o lasciare al compagno di squadra.
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Bambini e Genitori | Destinatari dei miei interventi

Bambini
e Genitori

Durante la crescita il bambino deve affrontare diversi compiti, come ad esempio:

  • Frequentare la scuola per la prima volta, che rappresenta la prima separazione dai genitori;
  • Imparare ad instaurare relazioni con i coetanei;
  • Imparare a rispettare le regole scolastiche, ecc.;
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Adolescenti | Destinatari dei miei interventi

Adolescenti
 

L'adolescenza è una fase del ciclo vitale dell'individuo e della famiglia, estremamente delicata.
E' caratterizzata da una molteplicità di cambiamenti su svariati fronti che coinvolgono il giovane e la famiglia.
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Giovani adulti | Destinatari dei miei interventi

Giovani adulti
 

Talvolta i giovani possono trovare difficoltà nello scegliere quale decisione prendere in merito alla loro vita futura come ad esempio: scelta degli studi, ricerca del lavoro, indipendenza economica, rapporto di coppia. In questi casi il giovane può sentirsi insicuro e disorientato.
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Tipi di intervento

Terapia individuale | Tipi di intervento

Terapia individuale

L'indirizzo Sistemico relazionale simbolico esperienziale, valorizza l'individuo nei suoi sistemi interpersonali di riferimento (famiglia, lavoro, amici, ambienti sportivi ecc).
Tale approccio è ispirato al paradigma della complessità e trova le sue applicazioni anche nel campo della psicoterapia individuale.
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Terapia di coppia | Tipi di intervento

Terapia di coppia

Quando nella coppia compaiono difficoltà comunicative, la distanza emotiva tra i partner aumenta o si assiste alla comparsa di un sintomo in uno dei due, è utile rivolgersi a un terapeuta di coppia.
La terapia di coppia comporta, infatti, un lavoro di introspezione fatto contemporaneamente da entrambi i membri della diade.
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Terapia della famiglia | Tipi di intervento

Terapia della famiglia

La terapia della famiglia si concentra sulla famiglia, intesa come il sistema di riferimento principale nell'esperienza emotiva di una persona.
E' il primo contesto esperienziale all'interno del quale i sintomi assumono una funzione precisa per il funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte.
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Terapia di gruppo | Tipi di intervento

Terapia di gruppo

La terapia di gruppo è una forma di psicoterapia in cui l'intervento clinico viene effettuato in un setting gruppale. Nel gruppo la comunicazione tra le persone e' libera ed il terapeuta supervisiona la comunicazione intervenendo solo quando e' il caso di focalizzare o approfondire un argomento preciso.
In particolare propongo gruppi con pazienti affetti da disordini alimentari e gruppi di sostegno alla genitorialità.

Mediazione familiare | Tipi di intervento

Mediazione familiare

La mediazione familiare è un percorso di aiuto che si rivolge alle coppie (di fatto o coniugate) in via di separazione, separate o divorziate per promuovere e sostenere la genitorialità favorendo la ripresa del dialogo e la ricerca di accordi condivisi.
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Disturbi psicologici di cui mi occupo

Disturbi d'ansia | Disturbi psicologici di cui mi occupo

Disturbi d'ansia
 

L'ansia è un sentimento presente in gran parte della patologia psichiatrica ma è anche molto frequente in condizioni di normalità.
E' la risposta emotiva a situazioni di stress e in particolare a condizioni di allarme per pericoli reali o simbolici.
Si definisce "patologica" quando è sproporzionata all'evento scatenante, non ha motivi apparenti, si protrae nel tempo e interferisce con il normale funzionamento.
Tra i disturbi d'ansia rientrano:

  • Attacchi di panico;
  • Fobie;
  • Disturbo ossessivo compulsivo;
  • Disturbo post-traumatico da stress (ecc.)

Disturbi alimentari | Disturbi psicologici di cui mi occupo

Disturbi alimentari
 

Esiste un vasto spettro di condotte alimentari ai cui estremi troviamo l'anoressia e l'iperfagia.
I disturbi della condotta alimentare più frequenti sono:

  • Anoressia Nervosa: gravi comportamenti autoimposti tesi alla perdita di peso e determinati dalla paura patologica d’ingrassare. Possono presentare Abbuffate/Condotte di eliminazione se il paziente è marcatamente sottopeso;
  • Bulimia Nervosa: ricorrenti abbuffate associate a inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso. In questi casi, pazienti presentano un peso normale o sono in sovrappeso.

Disturbi dell'umore | Disturbi psicologici di cui mi occupo

Disturbi dell'umore
 

Questi disturbi sono caratterizzati da alterazioni nelle oscillazioni fisiologiche del tono dell’umore (dalla tristezza alla gioia) scatenate da eventi esterni. In questi disturbi le variazioni dello stato d’animo avvengono spontaneamente con una durata o intensità eccessive e si accompagnano ad un’ampia gamma di sintomi.
I disturbi dell’umore comprendono due quadri clinici fondamentali:

  • Depressione: è vissuta come un senso di tristezza, disperazione, dolore morale, oltre alla particolare persistenza nel tempo e alla scarsa reattività. La tristezza si manifesta anche a livello somatico con un forte senso di oppressione, sofferenza anche fisica localizzata al petto o allo stomaco. Si accompagna a perdita d’interessi e incapacità a trovare piacere, ecc.;
  • Disturbo Bipolare: Alternanza tra stato depressivo e maniacale. Si caratterizza per fluttuazioni dell’umore. Il paziente passa da una notevole elevazione del tono dell’umore con iperattività, stato euforico, logorrea, accresciuta disponibilità di energie, ridotto bisogno di sonno; a rabbia, irritazione, tristezza, profonde crisi di pianto e idee suicidarie, a seguito di piccole frustrazioni dovute a minimi contrasti con l’ambiente esterno.

Disturbi dell'infanzia | Disturbi psicologici di cui mi occupo

Disturbi dell'infanzia

Con questo termine s’intendono i disturbi che solitamente vengono diagnosticati nell’infanzia, fanciullezza o nell’adolescenza:

  • Disturbo da deficit dell’attenzione/Iperattività: il bambino non riesce a mantenere l’attenzione sui compiti o sulle attività di gioco, non sembra ascoltare quando gli si parla, non porta a termine i compiti, perde oggetti necessari per le attività, è facilmente distratto da stimoli estranei, lascia frequente il posto a sedere, parla troppo o si dimena sulla sedia;
  • Disturbo d’ansia da separazione: rispetto al suo livello di sviluppo, il bambino manifesta ansia eccessiva riguardo alla separazione da casa o da coloro a cui è attaccato;
  • Disturbi della Condotta: il minore manifesta una modalità di comportamento ripetitiva e persistente in cui i diritti fondamentali degli altri e le principali norme o regole sociali appropriate per età vengono violate. Ad esempio mette in atto comportamenti aggressivi nei confronti di persone o animali, distrugge deliberatamente proprietà altrui, commette furti o gravi violazioni di regole.

Eventi importanti nella vita di un individuo

Le famiglie oltre ad affrontare nel corso del loro ciclo vitale le fasi della formazione della coppia, nascita dei figli, adolescenza, fase dei giovani adulti e l'età anziana, spesso, si trovano a dover far fronte ad altri eventi critici come ad esempio la morte di un familiare, la comparsa di una malattia o la separazione dei coniugi, come verrà spiegato qui di seguito.
Lutto | Eventi importanti nella vita di un individuo

Lutto

"La morte è una ferita profonda che guarisce spontaneamente a condizione che non si faccia niente per ritardarne la cicatrizzazione"
Philipe Aries.

Nel corso del mio lavoro di psicoterapeuta mi è capitato diverse volte di incontrare famiglie che si rivolgessero a me o spontaneamente o inviate dai servizi sociali per essere supportate nell'elaborare il lutto per la perdita di una persona cara. Si trattava di dolori legati alla perdita di un familiare o per malattia o, in alcuni casi, per suicidio.
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Separazione | Eventi importanti nella vita di un individuo

Separazione

La separazione e il divorzio si configurano diversamente a seconda dello stadio del ciclo vitale familiare, comportando percorsi riorganizzativi articolati diversamente in rapporto alla storia generazionale dei protagonisti (età dei figli coinvolti, le risorse di ognuno, quadri relazionali che costituiscono lo scenario su cui si organizzano le problematiche familiari).
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Malattia ad andamento cronico-degenerativo| Eventi importanti nella vita di un individuo

Malattia

La comparsa della malattia ad andamento cronico-degenerativo o l'esperienza di essa fa emergere, in tutte le persone, sentimenti e pensieri non sempre consapevoli, che modificano la concezione e il rapporto individuale sia con il mondo esterno che con se stessi.
La persona, analogamente a tutte le cose che fa e pensa, quando è ammalata lo è nella sua totalità.
Essa reagisce, anche affettivamente, a qualunque modificazione del suo stato fisiologico di base. La malattia la intacca sia sul piano fisico che su quello psicologico; talvolta le persone si ammalano proprio in funzione delle difficoltà psichiche e psicosociali che incontrano nel corso della loro esistenza.
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Attività - Curriculum Vitae - Contatti

Attività | Dott.ssa Monica Sanna

Attività

  • Effettuo Psicoterapia individuale, di coppia, familiare e di gruppo.
  • Offro consulenze inerenti problematiche comportamentali in bambini e adolescenti, con sostegno ai genitori nella gestione dei figli.
  • Mi occupo di mediazione familiare nei casi di separazione o divorzio.
  • Effettuo Psico-diagnosi e Valutazione Psicologica in età evolutiva e adulta.
  • Svolgo perizie Psicologiche.
  • Offro supporto in casi di ansia, depressione, problematiche in ambito lavorativo, disturbi alimentari e elaborazione del lutto.

Curriculum Vitae | Dott.ssa Monica Sanna

Curriculum Vitae

della Dott.ssa Monica Sanna

Titoli di studio
Il 20 Giugno 2002 ho conseguito la laurea in Psicologia dello Sviluppo e della Formazione, presso l'Università degli Studi di Cagliari con votazione 110/110 e lode.
Dal 2004 sono iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sardegna con il n° 948.
Il 5 Aprile 2008 mi sono specializzata a Roma, in Psicoterapia Familiare presso la Scuola Romana di Psicoterapia Familiare (SRPF), diretta dal prof. Carmine Saccu, (scuola riconosciuta con D.M. 24-10-94), con votazione 60/60.
Il 18 giugno 2011, a Cagliari, sempre presso la Scuola Romana di Psicoterapia Familiare, ho ottenuto il titolo di Mediatore Familiare Sistemico Relazionale con votazione 60/60.
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Contatti | Dott.ssa Monica Sanna

Contatti

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e/o richiedere un appuntamento:

  • Email: monicaps77@yahoo.it
  • Telefono: 339-2435659

Indirizzo Studio:

  • Via dei Gracchi, 10 Monserrato - Cagliari.
Individui
Per superare questi momenti di disagio si può ricorrere al sostegno psicologico che aiuta le persone a prendere consapevolezza delle proprie modalità relazionali e comportamentali errate che stanno alla base del disagio.
Attraverso il potenziamento delle risorse che la persona ha, ma spesso non vede, è perciò possibile favorire la scelta di cambiamento, da parte dell’individuo, così da superare la disfunzione e giungere a una migliore qualità della vita.
Coppie
Essere in coppia prevede che due persone stiano in coppia senza perdere di vista la propria individualità. La coppia non è, quindi, qualcosa di statico, ma si evolve col tempo.
Eventi come il matrimonio, la nascita e crescita dei figli, la loro adolescenza o anche il fatto che i coniugi cambiano nel tempo i loro bisogni e aspettative possono creare attriti e incomprensioni. Questo può condurre a una crisi, che può evolversi in breve tempo o meno, con cambiamenti all'interno della relazione di coppia positivi o negativi.
Con il supporto psicologico è possibile giungere al superamento di conflitti e difficoltà relazionali, attraverso uno stile comunicativo adeguato finalizzato a favorire un clima sereno in cui ciascuno possa esprimersi in modo completo e appagante, col fine di trovare un nuovo equilibrio più funzionale alle esigenze di ciascuno.
Bambini e genitori
Ed è proprio nell'affrontare alcuni (ed altri di questi compiti), che i bambini possono manifestare dei disagi ed i genitori si chiedono come possano affrontare queste difficoltà.
Ogni genitore, infatti, ha dei dubbi su come educare i propri figli. Il mestiere di genitore è difficile e richiede una costante attenzione.
Attraverso il sostegno psicologico è possibile avere un'occasione di ascolto, confronto e riflessione per superare i momenti di disorientamento, attivando le risorse familiari interne.
Adolescenti
Gli adolescenti si trovano ad affrontare una serie di profonde modificazioni fisiche e mentali. In questa fase diventano fondamentali gli amici e l'appartenenza al gruppo.
I ragazzi oscillano tra due tendenze contrastanti: bisogno di protezione della famiglia e spinta all'autonomia da quest'ultima. Non si sentono compresi dagli adulti con cui andavano d'accordo fino a poco tempo prima.
I genitori, dal canto loro, devono occuparsi in questa fase non solo dei figli ma anche dei genitori anziani.
Nell'adolescenza possono comparire comportamenti di ribellione e conflitto con gli adulti o disagi legati all'impossibilità di comunicare il proprio stato d'animo come ad esempio: uso e abuso di sostanze, disturbi alimentari, abbandono scolastico ecc.
Il sostegno psicologico consente ai genitori di avere uno spazio di consulenza e riflessione relativa all'esperienza genitoriale, favorendo l'espressione del proprio vissuto di genitori e promuovendo l'utilizzo di abilità comunicative. Offre all'adolescente la possibilità di essere ascoltato.
Giovani adulti
Il supporto psicologico consente di favorire l'elaborazione di un punto di vista obiettivo rispetto alle scelte che caratterizzano questa fase del ciclo di vita e aiuta a riattivare le risorse in funzione di cambiamenti importanti.
Terapia individuale
Il terapeuta sistemico si concentra, infatti, sul mondo relazionale in cui ciascun individuo è immerso. La terapia consiste soprattutto in un'indagine sull'evoluzione dei sistemi di relazioni e significati connessi a ogni situazione di sofferenza o disagio.
Attraverso la terapia è possibile giungere a un cambiamento grazie ad una profonda relazione su di sé e su di sé in relazione con gli altri. Questo comporta un rafforzamento e/o acquisizione nuove risorse, così da poter raggiungere uno stato di maggior benessere personale.
Terapia di coppia
Dall'analisi del rapporto di ciascuno con la propria famiglia d'origine è possibile comprendere il sintomo che talora compare in uno dei due e per quale motivo si è presentato proprio in quel momento nella storia della coppia e come farlo scomparire attivando nuove dinamiche di coppia.
Terapia di gruppo
In particolare propongo gruppi con pazienti affetti da disordini alimentari e gruppi di sostegno alla genitorialità.
Terapia della famiglia
Essa parte dal presupposto che il sintomo presentato da uno dei suoi membri segnala un disagio nella famiglia ma allo stesso tempo accentra tutte le preoccupazioni degli altri su di sé.
La terapia familiare interviene attraverso varie tecniche di lavoro sulle famiglie, operando su 4 livelli principali di osservazione: Questi eventi costringono il sistema a riorganizzarsi, e quindi ad evolvere verso nuovi assetti relazionali).
Mediazione familiare
Il percorso di mediazione si svolge circa in 10/12 incontri con cadenza quindicinale, alla presenza di entrambi i genitori.
Aiuta i coniugi a ristabilire un canale di comunicazione migliorando la comprensione reciproca e promuove un dialogo costruttivo fra i genitori.
Lutto
La morte fa parte dell'esistenza di ciascun individuo, e con essa la separazione dagli altri significativi. Bowen (padre della Psicoterapia familiare negli Stati Uniti, anni '60 e '70) nelle ricerche sulla sua "Family Systems theory" (1979), include lo studio del comportamento della famiglia di fronte a un lutto e rimarca l'esistenza di un'onda di shock emozionale che si diffonde intergenerazionalmente causando disturbi psicopatologici nei suoi membri, che spesso ne ignorano la causa.
Interi sistemi familiari si organizzano, infatti, nel corso delle generazioni, mettendo in atto un sistema relazionale in cui la presenza dell'assente continua a essere molto forte tra i congiunti, tanto da condizionarne scelte e stili di vita. Nel momento in cui si discute con i familiari di un suicida, capita, a volte, di scoprire che in quelle famiglie esistono lutti non risolti che passano di genitore in figlio e si attivano in un meccanismo espiatorio nel figlio, specialmente quando si devono affrontare cambiamenti e perdite. Attraverso il genogramma (ricostruzione della storia familiare attraverso tre generazioni) si evidenziano i lutti passati mai "elaborati" in cui non vi è stata cioè condivisione della perdita né reinvestimento in altre relazioni e compiti di vita.
La morte in famiglia comporta molteplici perdite:
  1. 1. Persona deceduta;
  2. 2. Ruoli e relazioni;
  3. 3. Unità familiare;
  4. 4. Speranze nel futuro.
La scomparsa di un familiare comporta, quindi, ripercussioni nell'ambito del sistema familiare e sociale di appartenenza. La famiglia, infatti, grazie al contributo della terapia, può diventare una risorsa fondamentale per affrontare in gruppo il senso di perdita.
Quando la morte ci colpisce da vicino, interrompendo legami significativi, parlarne diventa una necessità fondamentale ma, al tempo stesso, questa capacità non è così scontata. Poterne parlare significa potersi permettere di farlo consentendo di metabolizzare, quindi di rendere digeribile, la sofferenza per la perdita di una persona cara.
Malattia
La comparsa di una malattia ad andamento cronico-degenerativo (es. nefropatia, sclerosi, diabete ecc.) produce nel paziente una importante modificazione dell'immagine di Sè e dello schema corporeo. Quest'insulto all'immagine di Sè è generalmente associato ad un vissuto di angoscia e di dolore e, sul piano affettivo, equivale ad una vera e propria esperienza di lutto. Egli "non è più quello di prima", "non è uguale agli altri" perché "manca di qualcosa per essere completo". Questo evento è responsabile di una forte crisi emotiva; soggettivamente il paziente sperimenta un vissuto di "castrazione" psicologica, assiste cioè alla morte di una parte importante di Sè e del suo corpo. A causa di questo evento egli vive un profondo sentimento di lutto che, analogamente a qualsiasi altro lutto, se non elaborato, può precipitarlo in uno stato di dolore e di depressione, anche di una certa gravità.
Le persone affette da un qualsiasi disturbo o malattia cronica, indipendentemente dalla sua origine, sono soggette ad una speciale sollecitazione emotiva e psicologica. La necessità di reagire a tale circostanza le costringe a modificare, sia pur inconsapevolmente, il comportamento e le emozioni al fine di adattarsi alla nuova situazione.
Oltre al malato, non bisogna dimenticare anche i parenti e le persone che si prendono cura del paziente. L'influsso dei fattori psicologici sulla rete sociale formata da assistito e persone vicine è da prendere in seria considerazione. Tra le diverse forme di psicoterapia utilizzabili, noi proponiamo la prospettiva sistemica che interpreta la malattia cronica come una condizione connessa con i modelli relazionali in cui l'individuo è immerso nella vita di tutti i giorni. Il modello sistemico dirige la sua attenzione sul ruolo che la malattia riveste all'interno delle relazioni, vale a dire che viene ricercata l'influenza della interazione sociale sulla malattia stessa.
Nel sistema famiglia quando un membro della famiglia viene colpito da una malattia cronica, si verifica un cambiamento di secondo ordine, cioè, si passa da un tipo di organizzazione familiare a un'altra. La famiglia, infatti, cambia il suo tipo di sistema per adattarsi al fattore di stress rappresentato dalla malattia.
L'intervento terapeutico che propongo è basato su una gestione consapevole delle sofferenze emotive che inevitabilmente emergono nei pazienti con patologie gravi, croniche o con prognosi infausta, sofferenze emotive che si estendono ai familiari e che necessitano di individuazione e ristrutturazione delle relazioni e della comunicazione nella famiglia del paziente portatore del sintomo. La malattia cronica è, infatti, secondo una visione eco- sistemica, un problema di tutta la famiglia: se c'è un problema ad un familiare questo si ripercuote su tutti i membri e questa influenza risulta bidirezionale, poiché anche la famiglia influenza il problema. Opto anche per un programma di intervento che contempli i fattori cognitivi emozionali e relazionali intra ed extra familiari.
Separazione
Whitaker, afferma: "le persone che restano sposate non si limitano a restare sposate: passano dall'essere unite, all'individuarsi, e poi al riunirsi o risposarsi nuovamente. Questo processo avviene ogni giorno o ogni ora, perfino durante la prima settimana di matrimonio".
Non tutte le coppie, però, riescono a raggiungere il giusto equilibrio tra separazione e appartenenza e questo comporta la rottura del loro matrimonio. Le ragioni per le quali le persone non restano sposate dipendono da molteplici fattori. Oltre all'evoluzione di valori culturali relativi alla libertà coniugale e sessuale, vi è la trasmissione alla generazione attuale, delle lotte coniugali fra i genitori di lui e di lei.
L'incapacità di restare sposati può, quindi, derivare anche da tensioni tra i genitori che, avendo lasciato un segno indelebile nei figli, spingono la giovane coppia a ripetere lo stesso copione.
E' probabile, perciò, che un buon numero di matrimoni finisca perché sono avvenuti prima che ogni membro della coppia fosse riuscito a svincolarsi realmente dalla sua famiglia d'origine e avesse affermato il proprio diritto a essere individuo.
La separazione è un processo psichico che ci porta all'individuazione (distinguersi dall'altro) e alla differenziazione (percepirsi distinti da tutti gli altri).
Se la intendiamo come fine di un rapporto di coppia, può assumere significati diversi a seconda dei modi in cui le persone elaborano il "lutto" per la perdita dell'oggetto (l'altro), la perdita del sé (l'Io in questa relazione e nella capacità generalizzate di stare nelle relazioni) e la ferita narcisistica che si delinea (scossa all'identità e all'autostima).
Nella prima fase della separazione, soprattutto, quando questa viene scelta da uno dei due che opta per l'abbandono dell'altro, le emozioni che si provano sono dolore, pietrificazione, disorientamento.
La sensazione è quella di avere sempre in testa l'altro. I momenti più difficili possono essere il risveglio e la notte, soprattutto, quando finisce la giornata e si viene assaliti da un fortissimo senso di solitudine, che può essere somatizzato in vari modi (emicranie, abbuffate notturne, insonnie). Non si pensa all'altro come una persona reale, non si pensa a lui o a lei, ma a come lui o lei ci hanno trattato male, come noi siamo diventati vittime di un'ingiustizia da parte dell'altro.
La coppia che si separa dovrebbe assolvere ai compiti che le spettano a livello coniugale e, cioè:
  1. Attuare il divorzio psichico, elaborando il fallimento coniugale;
  2. Impegnarsi in una gestione cooperativa del conflitto coniugale;
  3. Ridefinire i confini coniugali e familiari.
Pertanto, il tipo di legame, il conflitto e la cooperazione tra ex coniugi emergono come variabili cruciali per la comprensione del funzionamento coniugale nella separazione. La separazione, quindi, non è un lavoro individuale, quanto "un'impresa di coppia". Le persone così come si sono legate, hanno il compito di separarsi. Grazie al sostegno psicologico è possibile ottenere un buon risultato del lavoro di separazione permettendo alle persone di elaborare i propri sentimenti di rabbia e delusione, riuscendo a creare spazi cooperativi e a riconoscere il mutamento dei confini.
Esperienze lavorative

Nel corso della mia attività professionale mi sono spesso occupata di problemi inerenti minori e famiglie, per quattro anni e mezzo, infatti, (dal 22 Ottobre 2008 fino al 29 Giugno 2013), ho lavorato come Psicologa libero professionista, per il comune di Bonorva (SS), capofila del P.L.U.S. di Alghero, presso il "Centro per le Famiglie – Spazio Arcobaleno" progetto previsto all'interno della programmazione del PLUS stesso. Il Centro garantiva: sostegno psicologico e mediazione familiare agli utenti residenti presso il comune di Thiesi e altri sette paesi limitrofi. Offrivo ascolto e sostegno alle famiglie con: bambini, adolescenti, giovani adulti; donne e uomini che vivevano difficoltà nella propria relazione di coppia o con i propri figli; coppie separate o in via di separazione, famiglie extracomunitarie, coppie impegnate nel percorso adottivo.
Ho lavorato in rete con i Servizi Sociali del territorio, il Tribunale Ordinario e i Tribunali per i Minorenni di Sassari e Cagliari, le scuole, i vari servizi Asl (Consultori Familiari, U.O.N.P.I.A, G.L.A.M., C.S.M., S.E.R.D.) le associazioni di volontariato, ecc.
Ho effettuato valutazioni richieste dal Tribunale Ordinario e dei Minorenni come per esempio, valutazioni delle capacità genitoriali nei casi di separazione conflittuale, valutazioni d'idoneità delle coppie all'adozione nazionale e internazionale. Ho ricevuto talvolta, l'incarico dal Tribunale per i Minorenni (direttamente o attraverso i servizi sociali comunali) di partecipare ad incontri di spazio neutro in casi di separazioni conflittuali e presunti abusi o di effettuare percorsi di sostegno psicologico rivolti a minori e genitori. Ho svolto, inoltre, percorsi di sostegno nei confronti di minori segnalati all'autorità giudiziaria e le loro famiglie.
Nel corso di questi anni non mi sono occupata solo del disagio conclamato, ma anche di prevenzione e promozione del benessere. Sono stati creati, infatti, piccoli gruppi di genitori per il confronto di esperienze e sostegno alla coppia in crisi. Mi sono dedicata anche alla promozione e informazione sui servizi offerti dal Centro e ho organizzato attività di cineforum rivolte a bambini, adolescenti e genitori.

Il 14 Dicembre del 2012 ho partecipato, come relatore al seminario "Solstizio d'inverno" tenutosi a Bessude (SS), con l'intervento dal titolo: "Le perdite e le risorse della famiglia". Tale seminario aveva come scopo quello di favorire la prevenzione del suicidio ed è stato organizzato dalla dott.ssa Solinas dell'U.O. di Coordinamento, Educazione sanitaria, Prevenzione e Promozione della Salute della Asl 1.

Dal 2 gennaio 2008 al 7 Dicembre 2011, ho collaborato con l'ASNET (Associazione Sarda Emodializzati e Trapiantati) in qualità di Psicologo-Psicoterapeuta, prestando la propria opera come volontaria presso il Centro Dialisi dell'Ospedale SS. Trinità di Cagliari, Asl 8. L'attività di consulenza consisteva nell'offrire sostegno psicologico ai pazienti dializzati e alle loro famiglie, nei difficili momenti che, questa malattia comporta, attraverso terapie individuali, familiari e di gruppo.

Dal 7/12/2007 risulto iscritta all'Albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio (C.T.U.), in qualità di psicologa, presso il Tribunale Ordinario di Cagliari.

A partire dal 2005, per un anno, ho prestato servizio, presso il Comune di Bonorva (SS), in progetti comunali rivolti ai sofferenti mentali. Questa attività ha permesso di lavorare per tre giorni a settimana, a stretto contatto con pazienti schizofrenici, per favorirne l'inserimento lavorativo. E' stato impostato, anche, un lavoro di rete con le altre figure professionali che avevano in carico questi utenti quali: psichiatra del Centro di Salute mentale e operatori sociali. Successivamente (dal 16 Settembre 2005 al 15 Luglio 2006), vi è stata la partecipazione a un altro progetto comunale, "Laboratorio di decoupage", indirizzato a una paziente psicotica e a una giovane affetta da Sindrome di Down.
Attraverso attività artistiche (dècoupage, pittura, ecc.), si è realizzato, con queste pazienti, un lavoro orientato a favorire lo sviluppo delle loro autonomie e capacità relazionali. Il progetto effettuato presso le singole abitazioni delle pazienti, ha permesso, inoltre, di fornire sostegno psicologico alle famiglie di ciascuna.

Per ciò che concerne le esperienze di tirocinio presso le strutture pubbliche, occorre sottolineare che dal 22 Marzo 2004 al 31 Dicembre 2007, ho svolto il tirocinio facoltativo e di orientamento, presso l'Unità Spinale dell'Ospedale Marino di Cagliari. Durante questi quattro anni è stato possibile eseguire psicoterapie individuali e familiari rivolte a pazienti affetti da sclerosi multipla o con lesioni midollari di origine traumatica.
Nello stesso periodo sono stati seguiti anche pazienti affetti da obesità grave o disturbi alimentari nell'ambito dei malati candidati all'intervento per obesità grave. Nel 2004 è stato possibile, inoltre, partecipare all'Attività di Screening Psicologico sui pazienti candidati all'intervento sull'obesità, effettuata attraverso colloqui clinici e somministrazione di tests specifici: Millon, BDI, QSO, SAT-P, EDI-2. I risultati di tale ricerca, sono stati mostrati durante un seminario tenutosi il 14 Aprile 2005, presso l'Ospedale Marino di Cagliari.

Dal 15 Settembre 2002 al 15 Settembre 2003, la scrivente ha svolto presso l'Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile di Quartu Sant'Elena (Asl 8) il tirocinio annuale obbligatorio. Durante tale tirocinio si è appresa la capacità di gestione diretta dei casi (minori 0-18 anni), partendo da: accettazione della domanda, somministrazione dei principali strumenti testistici relativi alla psicologia dell'età evolutiva, elaborazione di un profilo diagnostico o di diagnosi funzionali.
E' stato possibile lavorare in equipe e impostare programmi d'intervento riabilitativi rivolti a minori e famiglie.

Ho, infine, svolto anche esperienza di tutoraggio, nel 2004, collaborando con l'Università degli studi di Cagliari, corso di laurea in Psicologia, per la cattedra di "Psicologia dello sviluppo e dell'educazione" (prof. Augusta Furia). Durante questa attività mi sono occupata di: informazione ed assistenza agli studenti; organizzazione di corsi di sostegno con funzioni di supporto a specifici corsi di insegnamento o per esigenze di particolari gruppi di studenti; assistenza agli studenti durante le esercitazioni o risoluzione di esercizi nel quadro della didattica assistita con la partecipazione del docente.

Pubblicazioni

Nel febbraio del 2011 nel manuale "L'officina della salute – il manuale per l'uso e la manutenzione del benessere" Seconda edizione, a cura di G. Fara, A. Genovesi, G. Salis, ed. il Segno-Sassari, pp. 136-138, è stato pubblicato il progetto "Fattoria dell'alimentazione" a cui HO collaborato con la dott.ssa Nicolina Solinas dell'U.O. di Coordinamento, Educazione sanitaria, Prevenzione e Promozione della Salute della Asl 1.